La Sustainable [green] UX è il tema del World Usability Day 2016!


Il World Usability Day (WUD) è un evento annuale che dal 2005 viene promosso su scala globale da una comunità di professionisti che operano in svariati settori: industria, educazione, pubblica amministrazione, ricerca. Tutti accomunati da un obiettivo: lavorare per garantire che la tecnologia funzioni come fattore di promozione delle persone, dell’espressione e della realizzazione individuale e della cittadinanza attiva.

Dal 2014 l’ISMB Istituto Superiore Mario Boella organizza l’edizione torinese del WUD. Il tema del WUD Torino del 10 novembre 2016 è REUSE, RECYCLE, REDESIGN UX e nuovi paradigmi: dalla proprietà alla circolarità di prodotti e servizi ed ISSNOVA è invitata a tenere la lecture “La bioeconomy e la sfida del Community centred design”. Infatti nonostante le grandi potenzialità, la bio-economy risulta un terreno controverso che genera un ampio spettro di atteggiamenti, anche contrastanti, nelle tante parti interessate. Benchè la transizione verso una società più sostenibile sia sentita come urgente ed i relativi benefici socio-economici siano generalmente riconosciuti, alle industrie bio-based  vengono anche associati rischi, insidie e incertezze. Il dibattito sulla bio-economy tende ad essere caratterizzato da una forte polarizzazione fra sostenitori e critici ma gli aspetti più controversi paiono difficilmente risolvibili attraverso la sola ricerca scientifica, perché le differenze di opinione verso la bio-economy sono fortemente influenzate da valori e paradigmi personali e sociali. D’altro canto, l’accettazione delle bio-tecnologie da parte della società è spesso di importanza cruciale per l’efficacia dei processi industriali che si possono attivare, sicché il coinvolgimento delle comunità nello sviluppo o installazione di impianti industriali, specie nel settore dei biocarbuanti e del trattamento dei rifiuti, rappresenta un aspetto strategico per il loro successo, mentre la partecipazione della società in senso ampio ai processi di sviluppo delle tecnologie o di progettazione degli impianti può rivelarsi estremamente utile sia per lo sviluppo tecnologico in sé, sia per ridurre i rischi associati ai processi di innovazione. L’intervento ha proposto una panoramica delle principali problematiche da affrontare nella sfida di un fruttuoso coinvolgimento delle comunità locali candidate ad ospitare impianti e prototipi legati alla bio-economy, discutendo ruoli, ambiti, valori e bisogni di tutte le parti coinvolte. Sono stati disaminati gli ostacoli che è possibile incontrare nell’attività di outreaching e i principi fondamentali da considerare per un’efficace attività di comunicazione, sensibilizzazione e partecipazione delle comunità nella concezione di prototipi  e impianti industriali per la bio-economy. In questo scenario, un ruolo fondamentale è dato dalla Responsible Research & Innovation, dall’affidabilità delle organizzazioni industriali e di ricerca e dall’engagement di tutte le parti coinvolte, per arrivare a presentare i passaggi e le tecniche per l’applicazione di metodologie di progettazione che derivano dall’ambito dell’UX utili per implementare una strategia di sensibilizzazione efficace nel settore della bio-economy.